Donatella Ceria

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C'era una volta una bambina dagli occhi verdi come l'erba di primavera e i capelli biondi come il miele. La sua mamma l'aveva messa al mondo per un dono d'amore e l'aveva perciò chiamata Donatella. Ricordo la sua infanzia passata al Borghetto, dove tutti andavano a prendere l'acqua fresca alla fontana, in compagnia dei nonni e di una matita, di un pastello con cui disegnare. Perchè fin dai primi anni una scintilla ha brillato dentro di lei: l'Arte come emozione da rappresentare, come bellezza in tutte Ie sue espressioni. Era sempre lei, con mano ferma e creativa, a interpretare con originalità Ie prove scolastiche, a partecipare ai concorsi, a dare forma alle idee. Le lodi e l’apprezzamento degli adulti non sono stati sufficienti a convincerla della bontà del dono a lei connaturato. Per Donatella era così semplice disegnare, dipingere, creare. E c'erano tante altre cose da fare per realizzarsi nella vita. Le ha fatte. Ma lo spirito artistico alla fine si è imposto. Presa fiducia nelle sue capacità, finalmente convinta che la sua creatività artistica avesse dei seri estimatori, si presenta ora in età matura al pubblico, che certamente apprezzerà questa parte del suo operare. Perchè è solo una parte. Donatella è molto di più di quanto queste poche immagini riportano. La sua attività spazia nei campi piu disparati, testimonia quanto sia eclettica, versatile, originale la sua arte. Nel suo laboratorio sono stati realizzati trompe l'oeil, maschere in cartapesta, oggetti in terracotta, sono state dipinte uova di struzzo, ha realizzato copertine di libri, depliant, menù per ristoranti, ha allestito carri di carnevale, ha inventato una nuova espressione artistica, “Giocart”, dalle mille sfaccettature ironiche e simboliche, ha creato collages polimaterici. Un mondo fantastico, di scoperte, di sensazioni, di fantasia, di amore per le cose, anche più umili, che nelle sue mani diventano opere d'arte.
Mariella Debernardi