Francesco Becciu


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II percorso artistico di Francesco Becciu, sessanta anni dedicati alla pittura, attesta come abbia lavorato con metodo, pacatezza e capacità di ascoltare maggiormente le proprie inclinazioni che le mode del tempo. Nella sua produzione un sottile filo conduttore riconduce spesso al mito, in quanto nei motivi mitici egli coglie una sorta di "Inconscio sociale", che traduce in una rappresentazione pittorica. Con piena consapevolezza egli ammette di ricavare dai Greci quel sapere mitologico strettamente legato alla filosofia. Nelle vestigia del pensiero lontano, egli sa leggere dentro la seduzione, non disgiunta da quanto rimanda alla preistoria della terra di Sardegna. II pensiero prelogico e per lui un'altra fonte dalla quale attingere ispirazione.
Si prenda un'opera del 1964 e si riscontri quanto i suoi segni siano il preludio del linguaggio successive. Nel "Ballo magico" si ravvisa una rievocazione di concezioni allusive al periodo tra il paleolitico e il neolitico, con una rielaborazione secondo maniere del XX secolo. Nel dipinto si scorgono forme riverberanti il passaggio fra lo stile naturalistico e le tendenze geometrico-astratte della cultura agro-pastorale dei preistorici. Il Ballo magico tratteggia una composizione di figure stilizzate, Ie quali vengono impostate con una semplificazione e stereotipizzazione di contorni; in esso pienamente riusciti sono la resa del movimento e effetto decorativo, entrambi richiamanti un tema che possiede in se aspetti sacri e profani. È questo un omaggio che il pittore dedica, con liberta immaginativa, all’età prenuragica ricca di mistero.