Vanda Casula

Casula v 1

La descrittività lenticolare delle piante e dei volatili di Wanda Casula offre un capillare censimento della realtà naturale del territorio dell’isola che rimanda alle tavole che nel rinascimento davano concretezza agli studi dei naturalisti. Se nel secolo XVI si iniziò una classificazione attraverso immagini tradotte poi su stampe, atte a portare le conoscenze scientifiche ovunque in Europa, oggi l’intento e la finalità di quel genere di rappresentazioni sono ben diversi. Wanda Casula ripercorre l’antica strada per dare un’anima alla parte della natura che potrebbe domani scomparire per l’incuria, per l’indifferenza e per l’insensibilità dell’uomo imbrigliato nella sviluppo tecnologico. Attardandosi sulle impercettibili sfumature di colore di un piumaggio o sulle sottili venature delle foglie non palesa solo capacità simili di un Giorgio Liberale da Udine, giudicato “Invenis Artis Pingendi Peritissimus”, ma un amore particolare per ogni testimonianza del mondo animale e vegetale sempre più in pericolo: un amore tale da non temere d’apparire fuori tempo, anzi orgogliosa d’essere accostata agli artisti della seconda metà del Cinque e di buona parte del Seicento. Wanda Casula non è infatti solo una fredda artista specializzata a porre mano ad una tecnica in modo asettico; in vero essa crea le analitiche raffigurazioni di fiori, di piante e d’altro trovando un connubio di interessi che va ben oltre al dato scientifico-didattico per tendre ad un’espansione di tipo estetico ….la necessità della fedeltà trova in lei piena accoglienza accanto a quel tocco di magica personalità che la distingue comunque dai maestri miniatori che l’hanno preceduta e da coloro che ancora sentono di ridare vita a questo genere d’arte.