Bosich Giuseppe

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“AVVISO: poiché ogni definizione può contenere soltanto ciò che è definibile, non definiamo Bosich. Poiché il bello non è tale soltanto se espressione di frasi belle, immagini belle, colori belli, è bello anche ciò che Bosich esprime. L’immaginario di molti (troppi!) finisce là dove l’immaginario di un singolo (Bosich) comincia. Extravagante, vagante in zona extra, a Bosich si addicono approcci extra, rapporti estetici extra, esegesi extra. La sua extravaganza è tanto extra che ai ragionatori, ai filosofi, ai critici, risulterà comunque incomprensibile... Bosich è artista capriccioso ed occupa con la sua capricciosità tutti gli spazi circostanti la capricciosità di ogni altro. I suoi capricci sono compositi, sono mosaici, sono museo dell’immaginario più recondito (e inconfessabile)... In Bosich non si registrano cadute di desiderio nel suo rapporto con l’immaginazione, per cui la libido creativa continuamente lo pervade, e lo attiva a disegnare, dipingere, scolpire. L’immaginazione di Bosich è sempre incinta e partorisce con facilità. (Enzo Rossi-Ròiss, 1990)”.

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